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Manifesto OSD

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Internet è un accordo su come diversi network possano lavorare insieme; non appartiene a nessuno in particolare, ma ce ne serviamo tutti. Per coloro che vi partecipano Internet rappresenta un bene pubblico – ognuno può usarlo e migliorarlo – ma il suo valore non è nella sua infrastruttura; Internet in sé è stupido: non fa altro che muovere bit da una parte all’altra. Grazie all’accordo aperto e non proprietario sul quale si basa, ognuno può condividere dati e informazioni; ognuno, ad ogni estremità della rete, può offrire servizi costruiti su di essa. Internet rende possibile un mercato libero dell’innovazione, dove chiunque con un’idea di business e con degli obiettivi d’impresa, non solo è libero di entrare in contatto con il mercato, lo può creare. I margini della rete non sono punti dove il suo valore finisce, ma dove comincia a manifestarsi. Noi siamo a quei margini. Siamo un’impresa Internet. Questa è la nostra proposta.


Le aziende, comprese quelle che operano su internet, sono definite da ciò che posseggono e dal mercato a cui puntano. Noi crediamo che questo approccio sia un fraintendimento di come internet trasformi il mercato e la società. Noi non puntiamo ad un mercato, noi discutiamo con il mercato: valori, pratiche e punti di vista originali. Non ci sono staccionate che delimitano la nostra impresa dai nostri clienti, e non ci saranno mai. Se un’azienda finisce dove inizia la comunità allora non c’è nessun mercato da innovare, solo profitto da riscuotere. Costruire recinzioni può migliorare il proprio business, per un po’. Ma fare innovazione non significa fare capitale sulle “vacche grasse”. Significa rendere il capitale un output strategico, coltivando valore tra le estremità della rete attraverso il libero accesso alle informazioni. L’innovazione che cerchiamo è una ricerca collettiva di opportunità, è fatta di cittadini, clienti e imprenditori informati. E come ogni cambiamento radicale – lo sappiamo bene – sarà un percorso lungo.


Questo è il nostro impegno: costruire un’economia aperta in un mercato interconnesso, dove gli interessi economici non divergano dagli interessi umani. Un’economia aperta è possibile a partire da un mercato in cui la qualità dell’informazione viene assicurata sia dal libero riuso che dall’esperienza professionale di chi la produce e la trasforma. In questo mercato l’assenza di recinzioni non significa assenza di regole, ma necessità di nuovi metodi per restituire potere alle persone e alle loro competenze. Per questo lavoriamo per costruire open business model adeguati e nuove strategie di riuso per catturare valore in modo sistematico.


Siamo imprenditori civici, questi sono i nostri valori e i nostri protocolli.

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andrea raimondi, luca corsato, simone cortesi

30 Giugno 2015